le banche centrali detengono circa 4.700 miliardi di dollari in oro

Gentile Risparmiatore,

negli ultimi anni c’è un dato che passa spesso sotto traccia, ma che racconta molto più di tanti titoli sensazionalistici.

 

Non riguarda gli investitori.
Riguarda le banche centrali.

 

Nel 2022, per la prima volta dal 1967, le banche centrali mondiali hanno acquistato oltre 1.000 tonnellate di oro in un solo anno.

E da allora il ritmo non si è fermato.

 

Cina, Polonia, Turchia, Russia e altri Paesi hanno continuato ad accumulare metallo fisico in modo sistematico.

 

Un dato che fa riflettere

 

Secondo le stime più recenti, oggi 

 

 

 

 
Gentile Risparmiatore,

negli ultimi anni c’è un dato che passa spesso sotto traccia, ma che racconta molto più di tanti titoli sensazionalistici.

 

Non riguarda gli investitori.
Riguarda le banche centrali.

 

Nel 2022, per la prima volta dal 1967, le banche centrali mondiali hanno acquistato oltre 1.000 tonnellate di oro in un solo anno.

E da allora il ritmo non si è fermato.

 

Cina, Polonia, Turchia, Russia e altri Paesi hanno continuato ad accumulare metallo fisico in modo sistematico.

 

Un dato che fa riflettere

 

Secondo le stime più recenti, oggi le banche centrali detengono circa 4.700 miliardi di dollari in oro (fonte Bloomberg).

 

Un valore che, per la prima volta, ha superato le loro riserve nette in titoli di Stato americani.

 

Questo non dipende solo dagli acquisti.
Dipende anche dal fatto che il prezzo dell’oro è salito in modo significativo negli ultimi anni.

 

Ma il messaggio resta chiaro: una parte crescente delle riserve globali viene spostata verso un bene reale, neutrale e non emesso da nessuno.

 
Perché stanno riducendo l’esposizione finanziaria

 

Molti analisti leggono questo fenomeno come una risposta a un sistema sempre più politicizzato.

 

Negli ultimi anni abbiamo visto:

  • sanzioni finanziarie
  • congelamenti di riserve
  • restrizioni sui pagamenti internazionali
  • uso della valuta come strumento geopolitico

Tutto questo ha un effetto: riduce la percezione di “neutralità” di alcuni asset finanziari e spinge molti Paesi a cercare riserve che non possano essere bloccate, manipolate o condizionate.

 

L’oro fisico risponde perfettamente a questa esigenza.

 

Oro: non rendimento, ma sovranità monetaria

 

Qui c’è un punto spesso frainteso.

Le banche centrali non comprano oro per “guadagnare”.

 

Lo comprano per:

  • ridurre dipendenze
  • aumentare autonomia
  • rafforzare la credibilità delle riserve
  • proteggersi da shock sistemici

 

In altre parole, l’oro rappresenta una forma di sovranità monetaria.

 

È un asset che non dipende dalle decisioni di un altro Stato, non è legato alla solidità di un emittente e mantiene il suo ruolo anche quando il contesto finanziario cambia.

 

Cosa significa per un risparmiatore europeo

 

Tutto questo può sembrare distante dalla vita quotidiana, ma in realtà ha implicazioni molto concrete.

 

Se le banche centrali:

  • riducono l’esposizione finanziaria
  • aumentano gli asset reali
  • cercano neutralità

stanno lanciando un segnale.

 

Stanno dicendo che, in un mondo più instabile, avere solo strumenti “sulla carta” è sempre più rischioso.

 

E che una parte del patrimonio deve poggiare su qualcosa che esiste anche fuori dai sistemi.

 

Una riflessione finale

 

Quando le istituzioni più prudenti del pianeta accumulano lo stesso bene per anni, non lo fanno per caso.

 

Lo fanno perché vedono rischi strutturali.

  • debito
  • politica
  • frammentazione
  • perdita di fiducia

 

L’oro non elimina questi problemi, ma permette di attraversarli con più equilibrio.

 

Non come previsione, ma come preparazione.

 

Da tanti anni siamo “la Consulenza che fa la differenza…”

Il tuo Risparmio su misura….

Dott. Roberto Pugno

sportellorisparmio@gmail.com

 

 

(fonte Bloomberg).

 

Un valore che, per la prima volta, ha superato le loro riserve nette in titoli di Stato americani.

 

Questo non dipende solo dagli acquisti.
Dipende anche dal fatto che il prezzo dell’oro è salito in modo significativo negli ultimi anni.

 

Ma il messaggio resta chiaro: una parte crescente delle riserve globali viene spostata verso un bene reale, neutrale e non emesso da nessuno.

 
Perché stanno riducendo l’esposizione finanziaria

 

Molti analisti leggono questo fenomeno come una risposta a un sistema sempre più politicizzato.

 

Negli ultimi anni abbiamo visto:

  • sanzioni finanziarie
  • congelamenti di riserve
  • restrizioni sui pagamenti internazionali
  • uso della valuta come strumento geopolitico

Tutto questo ha un effetto: riduce la percezione di “neutralità” di alcuni asset finanziari e spinge molti Paesi a cercare riserve che non possano essere bloccate, manipolate o condizionate.

 

L’oro fisico risponde perfettamente a questa esigenza.

 

Oro: non rendimento, ma sovranità monetaria

 

Qui c’è un punto spesso frainteso.

Le banche centrali non comprano oro per “guadagnare”.

 

Lo comprano per:

  • ridurre dipendenze
  • aumentare autonomia
  • rafforzare la credibilità delle riserve
  • proteggersi da shock sistemici

 

In altre parole, l’oro rappresenta una forma di sovranità monetaria.

 

È un asset che non dipende dalle decisioni di un altro Stato, non è legato alla solidità di un emittente e mantiene il suo ruolo anche quando il contesto finanziario cambia.

 

Cosa significa per un risparmiatore europeo

 

Tutto questo può sembrare distante dalla vita quotidiana, ma in realtà ha implicazioni molto concrete.

 

Se le banche centrali:

  • riducono l’esposizione finanziaria
  • aumentano gli asset reali
  • cercano neutralità

stanno lanciando un segnale.

 

Stanno dicendo che, in un mondo più instabile, avere solo strumenti “sulla carta” è sempre più rischioso.

 

E che una parte del patrimonio deve poggiare su qualcosa che esiste anche fuori dai sistemi.

 

Una riflessione finale

 

Quando le istituzioni più prudenti del pianeta accumulano lo stesso bene per anni, non lo fanno per caso.

 

Lo fanno perché vedono rischi strutturali.

  • debito
  • politica
  • frammentazione
  • perdita di fiducia

 

L’oro non elimina questi problemi, ma permette di attraversarli con più equilibrio.

 

Non come previsione, ma come preparazione.

 

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