LA VETRINA DELLE PROFESSIONI — EUROPEAN ECONOMIC DIALOGUE

Imprese • Istituzioni • Territori • Relazioni Economiche

IL LAVORO È LA VERA INFRASTRUTTURA DELL’EUROPA

Quando parliamo di competitività europea, discutiamo di energia, tecnologia, intelligenza artificiale, infrastrutture, fiscalità, investimenti e mercato unico.

Ma c’è un’infrastruttura senza la quale nessuna di queste strategie può funzionare:

il capitale umano.

L’Europa non compete soltanto attraverso ciò che produce.

Compete attraverso le competenze delle persone che producono, innovano, gestiscono e costruiscono il futuro delle imprese.

Ed è qui che emerge una delle grandi contraddizioni del nostro continente.

  • Abbiamo imprese che cercano competenze.
  • Abbiamo giovani che cercano opportunità.
  • Abbiamo territori che hanno bisogno di nuovi professionisti.
  • Abbiamo aziende che devono affrontare trasformazioni tecnologiche e organizzative sempre più rapide.
  • Eppure, spesso, questi mondi non riescono a incontrarsi.
  • Il problema del lavoro europeo, quindi, non è soltanto creare occupazione.

È creare corrispondenza tra competenze e sviluppo economico.

Una nuova Europa produttiva avrà bisogno di persone capaci di lavorare con l’intelligenza artificiale, interpretare i mercati internazionali, gestire la complessità normativa, comprendere le dinamiche geopolitiche, costruire partnership e operare all’interno di ecosistemi internazionali.

Ma avrà bisogno anche di una nuova cultura manageriale.

Perché la produttività non nasce soltanto da una macchina più efficiente o da un software più evoluto.

Nasce anche dalla capacità di collaborare meglio, decidere più velocemente, condividere conoscenze e costruire fiducia.

Ed è proprio qui che la dimensione relazionale torna ad avere un valore strategico.

Un professionista competente ma isolato produce valore.

Un professionista competente, connesso a un ecosistema di imprese, istituzioni e competenze, può produrre molto più valore.

Per questo il futuro del lavoro europeo non può essere affrontato soltanto attraverso politiche occupazionali.

Deve essere affrontato attraverso una politica più ampia della competitività del capitale umano.

  • Scuola.
  • Università.
  • Formazione professionale.
  • Imprese.
  • Manager.
  • Istituzioni.
  • Camere di Commercio.

Devono tornare a dialogare come parti dello stesso ecosistema.

La domanda, allora, non è soltanto:

“Quanti posti di lavoro creerà l’Europa?”

La domanda più importante potrebbe essere:

“Siamo capaci di costruire le competenze e le relazioni necessarie per il lavoro europeo dei prossimi dieci anni?”

  • È una domanda per gli imprenditori.
  • È una domanda per gli AD e i CEO.
  • È una domanda per le istituzioni.
  • È una domanda per ogni territorio europeo.

Perché un’Europa competitiva non può avere soltanto infrastrutture moderne. Deve avere persone capaci di utilizzarle, imprese capaci di valorizzarle e territori capaci di connetterle.

LA VETRINA DELLE PROFESSIONI — EUROPEAN ECONOMIC DIALOGUE

Il lavoro non è soltanto una questione sociale.
È una questione di competitività europea.

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