IL MERCATO UNICO ESISTE MA LE IMPRESE LO VIVONO DAVVERO?

Da oltre trent’anni l’Europa ha costruito una delle sue più grandi conquiste: il Mercato Unico.

  • 450 milioni di consumatori.
    26 milioni di imprese.
    Un unico grande spazio economico nel quale beni, servizi, persone e capitali possono circolare liberamente.

Sulla carta, è una delle più grandi opportunità economiche del mondo.

Ma c’è una domanda che merita di essere posta, soprattutto alle PMI:

quanto è realmente “unico” il mercato nel quale operano ogni giorno?

Perché tra la possibilità di entrare in un mercato europeo e la capacità concreta di farlo esiste ancora una distanza.

Una distanza fatta di normative differenti, procedure amministrative, requisiti nazionali, difficoltà nell’accesso alle informazioni, costi di compliance e, soprattutto, mancanza di relazioni e interlocutori affidabili nei diversi territori.

La stessa Commissione Europea ha individuato alcune delle principali barriere che continuano a ostacolare la libera circolazione di beni e servizi e sta lavorando per ridurre burocrazia e frammentazione.

Questo ci dice una cosa importante:

il Mercato Unico non è un progetto concluso.

È un processo ancora da completare.

E il suo completamento non riguarda soltanto Bruxelles.

  • Riguarda gli Stati membri.
  • Riguarda le istituzioni territoriali.
  • Riguarda le Camere di Commercio.
  • Riguarda le associazioni imprenditoriali.
  • E riguarda soprattutto le imprese.

Per una grande multinazionale, aprire un mercato europeo può significare creare una struttura dedicata.

Per una PMI, spesso significa molto di più:

trovare il partner giusto, capire il territorio, conoscere le regole, costruire fiducia e individuare il primo interlocutore.

Ed è qui che la dimensione relazionale diventa strategica.

Un Mercato Unico realmente funzionante non dovrebbe significare soltanto “posso vendere in un altro Paese europeo”.

Dovrebbe significare:

“posso trovare facilmente chi mi permette di farlo.”

Per questo le relazioni economiche transnazionali possono diventare una vera infrastruttura di competitività.

  • Camere di Commercio che mettono in connessione territori.
  • Imprese che condividono competenze.
  • CEO che costruiscono partnership.
  • Professionisti che facilitano l’accesso ai mercati.
  • Istituzioni che ascoltano gli ostacoli reali incontrati dalle imprese.
  • Non basta quindi costruire regole comuni.

IL MERCATO UNICO ESISTE MA LE IMPRESE LO VIVONO DAVVERO?

 

Dobbiamo costruire anche connessioni comuni.

Perché un mercato può essere unico dal punto di vista normativo e, contemporaneamente, rimanere frammentato dal punto di vista delle relazioni economiche.

La nuova sfida europea potrebbe essere proprio questa:

trasformare il Mercato Unico da spazio economico comune in vero ecosistema economico europeo.

LA DOMANDA DI EUROPEAN ECONOMIC DIALOGUE

Se un’impresa europea può teoricamente operare in 26 altri Paesi, ma non sa ancora con chi parlare, con chi collaborare e da dove iniziare, possiamo davvero dire che il Mercato Unico è pienamente accessibile?

  • Una domanda per gli imprenditori.
  • Una domanda per i CEO.
  • Una domanda per le Camere di Commercio.
  • Una domanda per le istituzioni.
  • Una domanda per l’Europa.

LA VETRINA DELLE PROFESSIONI — EUROPEAN ECONOMIC DIALOGUE

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Imprese • Istituzioni • Territori • Relazioni Economiche

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